Il Senato statunitesnse ferma Obama sul TTP

di Paolo Mastrolilli, del 13 maggio 2015, http://www.lastampa.it

Bocciato il “fast track” che gli avrebbe permesso di negoziare da solo

 

ObamaJPEG-0db39_1431377041-kor-U1050178683673mJI-700x394@LaStampa.itIl presidente Obama è stato sconfitto dai suoi stessi compagni di partito in Senato, che vogliono impedirgli di concludere il negoziato per il trattato sul libero commercio con l’aera del Pacifico. Un colpo basso, sferrato ieri pomeriggio, che avrà un impatto enorme su una lunga lista di questioni fondamentali, come l’accordo simile in via di definizione con l’Europa, gli equilibri interni al Partito democratico, e le elezioni presidenziali dell’anno prossimo.

Potere alle multinazionali

L’amministrazione aveva cominciato a negoziare la Trans-Pacific Partnership (Tpp) quando Hillary Clinton era segretario di Stato. Si tratta di un accordo per facilitare i commerci con altri 11 del Pacifico, che secondo la Casa Bianca favorirà la crescita economica e quindi il benessere di tutti gli americani. Il presidente però ha trovato l’opposizione più forte proprio nel suo partito, dove in particolare la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren è diventata la paladina del populismo anti Tpp.

Secondo la Warren, che durante la crisi aveva gestito il fondo per gli interventi di salvataggio delle imprese in difficoltà, e poi aveva orchestrato le regole finalizzate a impedire che Wall Street ripetesse le pratiche scriteriate del passato, l’accordo è un colpo agli americani più deboli. Infatti consente di scavalcare proprio queste regole, e alle grandi multinazionali di portare in tribunale i governi e le amministrazioni locali, quando si oppongono ai loro piani di espansione.

Obama per trattare aveva bisogno della «fast track authority», ossia l’autorizzazione a concludere il negoziato e poi presentarlo nella sua interezza al Congresso per farlo approvare, senza poter discutere articolo per articolo e avanzare emendamenti. Per averla ha bisogno di una legge, ma un folto gruppo di parlamentari democratici si è opposto: in cambio del via libera chiedevano che l’amministrazione aggiungesse al trattato sussidi per i lavoratori americani che dovessero subirne le conseguenze negative, e provvedimenti per contrastare la manipolazione delle valute per favorire le proprie esportazioni da parte degli altri paesi, a partire dalla Cina.

Obama non ha ceduto, perché in particolare questa seconda richiesta farebbe saltare il negoziato, e ieri il Senato ha di fatto bloccato il dibattito sul Tpp, approvando il testo che lo avrebbe avviato con soli 52 voti a favore, cioè 8 in meno dei 60 necessari a scavalcare ogni tentativo di ostruzionismo. Lo schiaffo obbliga Obama a cambiare strategia sul negoziato, ma minaccia di avere un effetto anche sul simile trattato Ttip in corso di definizione con l’Europa, e di imbarazzare Hillary Clinton, che era favorevole all’accordo col Pacifico, ma non vuole urtare la Warren e l’elettorato della sinistra populista.

Fonte: http://www.lastampa.it/2015/05/13/esteri/il-senato-ferma-obama-sul-commercio-con-lasia-i7nlInEoNEXdnfpJIeR7pL/pagina.html

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Categorie:Americhe

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