GUATEMALA in tempi di pandemia

UN APPELLO DAL GUATEMALA

In nome dei valori in cui crediamo e del decennale rapporto di stima e amicizia con il MoJoCa (Movimento dei ragazzi di strada – Città del Guatemala), NATs per… si unisce all’appello di 25 organizzazioni della società civile del Guatemala.

In questo paese la pandemia sta colpendo in maniera gravissima la maggior parte della popolazione che già prima viveva in condizioni difficili: la povertà diffusa rende quasi impossibile l’isolamento sociale, dal momento che le risorse primarie come acqua potabile, luce e stipendi dignitosi anche prima dell’emergenza COVID-19 erano appannaggio di pochi. Le fasce della popolazione più deboli sono, come sempre, quelle che più risentono della situazione: le donne, su cui spesso grava l’intera gestione della famiglia; le comunità maya, che vivono in condizioni durissime; i senzatetto e i rifugiati, senza sostegni e servizi; i bambini, che in mancanza di tecnologie si vedono totalmente isolati; gli anziani, molte volte costretti a lavorare o a chiedere l’elemosina in mancanza di una pensione dignitosa. Per loro la situazione è ormai insostenibile.

Condividiamo qui le parole dell’appello di un gruppo di organizzazioni, secondo le quali è necessario pensare a un Nuovo Guatemala. Il testo originariamente in spagnolo è stato tradotto dal nostro amico Gérard Lutte, fondatore del MoJoCa.

 

APPELLO AGLI ABITANTI E AI POPOLI DEL GUATEMALA PER AFFRONTARE LA PANDEMIA DEL CORONAVIRUS TRASFORMANDO IL NOSTRO PAESE IN UNA COMUNITÀ GIUSTA, EGUALITARIA, FRATERNA E RISPETTOSA DELLA TERRA, NOSTRA MADRE.
Il Presidente della Repubblica del Guatemala, a differenza dei governanti di altri paesi, ha rapidamente adottato misure per la riduzione della diffusione del Coronavirus. Però la disuguaglianza sociale, la povertà e l’estrema povertà in cui vive la maggior parte degli abitanti di questo paese, non permettono che le norme siano rispettate. Per osservare il coprifuoco e preservare la salute, si deve avere un’abitazione con acqua, luce, spazio sufficiente per convivere in 7-8 nello stesso letto; si devono possedere le risorse sufficienti per mangiare e ciò è impossibile per la maggior parte della gente.
Nelle aree rurali, in particolare presso le comunità maya, le condizioni di vita sono molto dure, i centri per la salute scarsi, il salario insufficiente per una vita dignitosa e ancor più elevata la denutrizione che indebolisce le difese immunitarie e colpisce più del 50% delle bambine e dei bambini.
Altre persone a rischio sono quelle che non hanno un’abitazione e si vedono obbligate a vivere in situazioni di strada, senza alcun sostegno e servizio. Si stima che sono più di 40.000, di cui la metà nella città capitale. I rifugiati espulsi dagli Stati Uniti senza le misure più elementari di protezione, considerando che gran parte di loro sono contagiati dal Coronavirus, trovano molte difficoltà a reinserirsi nel proprio paese.
Gli abitanti delle baraccopoli e di molte aree popolari, vivono spesso in stanze piccole e insalubri e, come il 70% dei lavoratori, devono vivere alla giornata, mangiano solamente quando riescono a guadagnare qualcosa vendendo od offrendo servizi. Per queste persone il coprifuoco risulta solamente un danno.
La condizione di molte donne, che spesso sono sole nell’occuparsi della propria famiglia, diventa ancor più difficile e l’isolamento sociale può favorire la violenza domestica, gli abusi sessuali e addirittura i femminicidi. Le bambine ed i bambini che hanno bisogno di giocare e crescere assieme alle loro compagne e ai loro compagni, in questo periodo soffrono dell’isolamento ed i più poveri che non dispongono di computer, smartphone o televisione non possono continuare a studiare. Spesso neanche i genitori hanno avuto la possibilità di studiare e quindi non li possono aiutare.
I giovani dei quartieri popolari, che anche prima non avevano la possibilità di studiare o lavorare, non vedono un futuro, un’opportunità di formare la propria famiglia ed avere una casa.
Anche le anziane, gli anziani e le persone disabili e abbandonate, soffrono enormi svantaggi come la mancanza di una pensione o redditi insufficienti, che non gli consentono di comprare medicine e spesso si vedono obbligati a lavorare in modo umiliante fino alla fine dei loro giorni o a chiedere l’elemosina ai semafori per poter sopravvivere. Durante questa pandemia la loro condizione è diventata intollerabile.
Anche le persone private della libertà presso i centri di reclusione sovraffollati e senza possibilità di distanziamento sociale, privi di servizi medici adeguati, corrono il rischio di essere facilmente contagiate.
Un’altra categoria di persone che non possiedono i mezzi per sopravvivere sono coloro che in tempi normali sono discriminate, umiliate, a volte assassinate, perché hanno un orientamento di genere differente e si guadagnano la vita offrendo servizi sessuali.
Una lotta efficace contro la pandemia deve iniziare con misure a favore di tutte queste categorie di persone.
Ma come iniziare a rispettare i diritti di tutte queste persone, senza cambiare radicalmente la società?
Si devono rispettare non a parole, ma con i fatti, i diritti di tutte le comunità, di tutte le bambine ed i bambini, giovani, adulti ed anziani del nostro paese. Il diritto alla vita, alla partecipazione politica, ad un’alimentazione sana ed equilibrata, alla salute, all’istruzione, ad un lavoro dignitoso, all’uguaglianza con tutte le altre persone, alla giustizia.
Ciò esige un cambiamento radicale della società che potrà consentire a ciascuna comunità e ad ogni persona di essere felice in quanto uguale ed amica di tutti gli altri.
Senza amicizia e senza amore non c’è felicità.
Al Presidente della Repubblica, Dottor Alejandro Giammattei, che vuole difendere la vita di tutti i guatemaltechi, chiediamo di continuare la lotta contro il Coronavirus in modo deciso e saggio, e pensando a proteggere i più vulnerabili. Contiamo su di lui perché diriga l’esecutivo, i ministeri e le altre istituzioni statali, affinché lavorino a favore di tutto il popolo e non di minoranze di privilegiati, e che combattano senza pietà la corruzione e le razzie dei beni pubblici. Inoltre chiediamo di rispettare la democrazia, la libertà di associarsi in partiti ed altre organizzazioni, la libertà di stampa e di espressione di opinioni contrarie.
Chiediamo ai sindaci e ai consigli comunali, che conoscono bene le necessità delle loro comunità, di adottare le misure ed unificarle in un progetto di uguaglianza ed attenzione verso i più vulnerabili.
A tutte le persone che lavorano presso le istituzioni del sistema di giustizia, Pubblico Ministero, Corte Suprema di Giustizia, Tribunale Supremo Elettorale, Corte Costituzionale, chiediamo la totale indipendenza dal potere esecutivo, impresariale e delle associazioni occulte, e li invitiamo a continuare la lotta contro i corrotti, i femminicidi, la tratta di essere umani, gli abusi contro le bambine ed i bambini, lo sfruttamento del lavoro infantile, i crimini contro l’umanità.
Chiediamo loro di ascoltare i più umili e di farla finita con il sistema giudiziale che favorisce i privilegiati.
Alla Procura dei Diritti Umani, chiediamo di continuare il suo esemplare lavoro ed in questo periodo di Coronavirus di prestare attenzione speciale alle persone delle categorie più vulnerabili.
A tutti coloro che trattengono risorse e ricchezze, ai membri del CACIF (sorta di Confindustria guatemalteca), a tutte le imprenditrici e gli imprenditori, agli industriali dello zucchero, del caffè, a coloro che si sono arricchiti con il traffico di droga, armi ed estorsioni, chiediamo di porre le loro ricchezze e risorse a disposizione dei popoli che sono i legittimi proprietari.
Ai rappresentanti di tutte le religioni, chiese, associazioni laiche, chiediamo di porre a disposizione dei più bisognosi, le loro risorse, i loro edifici e la loro influenza morale. Abbiamo bisogno di una forte spiritualità di unione, amore, solidarietà e liberazione.
A tutte le cittadine e i cittadini chiediamo di collaborare in modo responsabile nella lotta contro il Coronavirus e per la trasformazione solidale della società. Chiediamo a tutte le comunità di opporsi a qualsiasi forma di rifiuto, emarginazione, discriminazione contro le
persone più escluse e vulnerabili, in particolare contro i concittadini deportati e contro coloro che vivono in situazioni di strada.
Noi, rappresentanti delle associazioni della società civile, che firmano questo appello, stiamo già partecipando in questa lotta contro il Coronavirus.
Desideriamo ringraziare tutte le persone che rischiano la loro vita per salvarci: dottoresse/dottori, infermiere/i, personale sanitario. Le persone delle istituzioni statali, gli agenti della Polizia Nazionale Civile e Comunale, i netturbini, coloro che continuano a produrre e a trasportare gli alimenti, il combustibile e tutti quelli che permettono di mantenere in funzione l’economia e la società.
Ammiriamo e ringraziamo tante associazioni già esistenti o che sono nate per rispondere alle necessità di questo momento, preparando e distribuendo gratuitamente decine di migliaia di pasti, cesti di viveri e prodotti per proteggersi dal contagio, visitando le persone anziane, ammalate e i disabili.
Tutte queste persone, sono già la Guatemala Nuova.
Questa Guatemala Nuova dovrebbe organizzarsi per far fronte alla fase ancor più difficile che arriverà dopo il Coronavirus.
La fase di carestia e di difficile ricostruzione dell’economia che dovrà essere sociale, solidale e rispettosa dell’ambiente e della Terra. Una Guatemala Nuova potrà dare un contributo importante per la ricostruzione della società e dell’economia mondiale. Dobbiamo sentirci cittadine e cittadini del mondo, donne ed uomini planetari, che si rendono responsabili di tutta l’umanità e di tutta la Terra ed il Cosmo. Il grande rischio di questi tempi è che si rafforzi ancora di più il potere di piccole minoranze che dominano il mondo per il proprio interesse e mettono in pericolo l’esistenza stessa dell’umanità e della Terra.
L’attacco del Coronavirus è l’avvertimento che tutto deve radicalmente e rapidamente cambiare, altrimenti dovremo prepararci al peggio, a lotte fratricide, a rivolte popolari duramente represse, all’inferno dell’odio e alla fine della nostra civiltà.
TUTTE E TUTTI INSIEME CON AZIONI, UNITE ED UNITI PER LA COSTRUZIONE DELLA GUATEMALA NUOVA E DELLA NUOVA UMANITÀ!


Categorie:Americhe

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: